Le difficoltà di apprendimento nella maggior parte dei casi iniziano a manifestarsi all’avvio del percorso scolastico e spesso hanno già dato qualche avvisaglia anche in precedenza: per questo motivo sarebbe opportuno fare attenzione ai cosiddetti segnali predittivi. La segnalazione della necessità di adottare delle misure può partire o dalla scuola o dalla famiglia. Dal 2014 la Regione Piemonte ha introdotto, con la DGR n.16-7072, l’utilizzo della “Scheda di collaborazione scuola-famiglia descrittiva delle abilità scolastiche” che garantisce alla famiglia dell’alunno/a frequentante la scuola primaria che la certificazione del GDSAp dell’ASL (Gruppo Disturbi Specifici di Apprendimento) venga effettuata entro 6 mesi dalla segnalazione.
In altri casi è la famiglia, di sua spontanea volontà, a rivolgersi a strutture private accreditate per effettuare le valutazioni. Per arrivare a diagnosi di dsa è necessario escludere deficit visivi, uditivi e cognitivi e poi valutare i diversi apprendimenti.
Le abilità di lettura, di calcolo e di scrittura, sia nella componente fonologica che in quella motoria, vengono valutate da un logopedista o da un foniatra a partire dalla fine della seconda elementare. Invece, gli apprendimenti che riguardano la sfera del calcolo possono essere esaminati definitivamente a partire dalla quarta elementare.
È necessario avere anche un quadro cognitivo globale che valuti l’attenzione, le funzioni esecutive e le capacità cognitive. Questo tipo di valutazione viene effettuato da uno psicologo o da un neuropsichiatra.
A questo punto, se i risultati dei test degli apprendimenti sono al di sotto di una determinata soglia, si ha una diagnosi di disturbo dell’apprendimento.
I DSA sono definiti anche con la sigla F81 nella Classificazione Internazionale ICD-10 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e son compresi nel DSM-IV Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders («Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali»): fanno parte della famiglia dei Disturbi Specifici dello Sviluppo.
Solo tramite ASL o enti accreditati, si può ottenere la certificazione che verrà protocollata dall’istituto scolastico frequentato dallo studente e che servirà per redigere il pdp.